La bellezza incantata del bosco stride con la grigia freddezza delle mura intrise di memoria del Manicomio, che ha ospitato migliaia di "folli" dal 1889 agli anni '70.  © Manuela Innocenti Mentre mi muovo lentamente, nel cortile del Padiglione Ferri dove venivano internati i casi piu' gravi e meno gestibili, ascolto il silenzio che grida... un vecchio dolore. Le porte murate, come cerotti sulle ferite, ma non basterą a far dimenticare, a cancellare la memoria di questo luogo.  © Manuela Innocenti Mi sento "matta" e credo di sentire le loro voci... anime perse rinchiuse per sempre tra quelle vecchie pareti, sulla collina. Luoghi dimenticati, abbandonati... scomodi.  © Manuela Innocenti  © Manuela Innocenti Il graffito di un internato, inciso con la fibbia della cintura sul muro perimetrale esterno del Padiglione... un aggroviglio di codici; lettere, numeri e simboli..., Vide impazzire e poi morire centinaia di sfortunati suoi compagni vittime delle torture e della mancanza d'amore. NOF4, cosģ amava definirsi lui, Nannetti Oreste Fernando rinchiuso nel reparto 4 del Ferri per anni. Diceva di sč... "Sono un astronautico ingegnere minerario nel sistema mentale, questa č la mia chiave mineraria. Sono anche un colonnello dell'astronautica mineraria astrale e terrestre".  © Manuela Innocenti Molti di loro non oltrepassarono piu' il cancello della loro Prigione... Vennero spogliati dei vestiti, della dignitą... della loro identitą. Figli dell'abbandono, figli della Follia. Morti a causa dell'elettroshock, di contagio da malattie infettive e da mancanza di amore. Anime dietro le sbarre... anime vittime di una follia che non stava dentro di loro... ma fuori. Vittime dell'abbandono, dell'indifferenza... dell'odio. Figli di un Dio diverso.  © Manuela Innocenti Sparsi sulla collina diversi padiglioni e luoghi adibiti a cucine e altri annessi del manicomio. C'č anche una struttura moderna... l'ospedale psichiatrico giudiziario (risalente credo agli anni 90) completamente abbandonata, predata da vandali e "disegnata" probabilmente dai giovani graffittari "detenuti". Lascio parlare le immagini... che dicono piu' delle parole.  © Manuela Innocenti  © Manuela Innocenti  © Manuela Innocenti  © Manuela Innocenti  © Manuela Innocenti  © Manuela Innocenti Chiudo con una frase di Alda Merini (poetessa contemporanea che ha vissuto l'esperienza drammatica del manicomio nel quale fu internata per diversi anni)
"Chi regala le ore agli altri vive in eterno".

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